Sketcher e SketchBook: due esempi di minimalismo software


Dopo aver recensito Sketcher, ho voluto provare anche SketchBook.
In entrambi i casi mi sono trovata di fronte a due strumenti che convertono lo schermo del nostro Android in un blocco da disegno con caratteristiche ben studiate ed affascinanti, ma in modi completamente differenti.


La vera differenza tra le due applicazioni è senza dubbio il target a cui si rivolgono. Mentre Sketcher è indirizzato ad un pubblico vasto, non particolarmente professionale ed orientato principalmente al divertimento, SketchBook si rivolge ad utenti più skillati, che sanno disegnare con strumenti digitali tradizionali e che vogliono estendere la loro attività dal desktop anche ai mobile device.

Entrambi i prodotti mi hanno fatto un'ottima impressione, anche al di là delle loro caratteristiche strettamente tecniche. Li trovo infatti ottimamente indirizzati alla fascia di mercato a cui si rivolgono, forniti solo degli strumenti che possono interessare i potenziali utenti e liberi da tutte le feature eccessive, aggiunte solo perchè fanno numero.

Mentre Sketcher è di immediato utilizzo grazie alla sua semplicità e permette di divertirsi da subito, SketchBook, che si rivolge ad un pubblico più tecnico, non ha comunque l'arroganza di volersi sostituire ai software tradizionali di disegno. Quest'ultima scelta in particolare mi è sembrata illuminata: sarebbe prematuro spingersi in una rivoluzione così radicale della computer-grafica, sia perchè l'hardware mobile non supporta ancora le richieste talvolta esose delle applicazioni più complete, sia perchè una fetta consistente degli utenti non sarebbe forse ancora pronta a cambiare il proprio metodo di lavoro. SketchBook sa "stare al suo posto", in attesa che il mercato si evolva, e fornire un supporto parallelo, che si affianca al desktop e lo integra, estendendolo anche fuori casa, ma mai con la pretesa di soppiantarlo.

Il minimalismo dei due software consiste nel sapersi attenere, ognuno a modo suo, al proprio ambito: danno ciò che serve senza la pretesa di soddisfare tutti e tutto, guadagnandone così in chiarezza dal punto di vista concettuale e in velocità e leggerezza sotto un aspetto più tecnico.

Una volta ho letto su un blog dedicato al mondo Apple che i prodotti della mela sono definiti tanto dalle feature che hanno quanto da quelle che non hanno. Credo che, al di là del marchio, la frase sia in generale vera, al punto che, se applicata con buon senso, è a mio avviso uno degli ingredienti imprescindibili per ottenere un buon prodotto.
Sia Sketcher che SketchBook ne sono due ottimi esempi.


Tutte le caratteristiche tecniche di SketchBook sono analizzate qui, come sempre con la collaborazione degli amici di HDBlog.







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1 commento:

  1. Oooh... bello!!! Non potrò provarlo, ma sembra davvero un bel programmino. Magari anche più leggero di photoshop..!

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