Il minimalismo tecnologico e la trasparenza dello strumento



Cos'è davvero la "tecnologia minimalista"?
Oggetti piccoli dallo splendido design che ne sostituiscono un gran numero? Velocizzare l'accesso alle informazioni e permettere la condivisione in un click con interfacce leggere ed intuitive? Utilizzo consapevole e mai eccessivo del web e dei social network e periodi di digital sabbatical?
Forse un mix di tutto questo... ma forse anche altro.

La tecnologia può avere molti aspetti "minimalisti", che senza dubbio rendono più immediata e veloce l'esperienza utente, semplificano la vita e velocizzano molte attività.
"Minimalismo tecnologico" per me significa vivere meglio delegando ad assistenti digitali i compiti che posso evitare di svolgere personalmente, liberando tempo e risorse mentali. Significa non dovermi portare appresso dieci piccoli gadget che svolgono agnuno una funzione, ma un solo oggetto che faccia tutto. Significa anche non intasare la casa di libri letti una volta e poi abbandonati sullo scaffale ad accumulare polvere quando posso godermeli in formato eBook, mostrare fotografie con facilità semplicemente scorrendole sul cellulare, giocare on-line dal divano di casa con un tablet connesso senza bisogno di fili, risparmiare carta e inchiosto utilizzando biglietti digitali per treno ed aereo... 
Potrei elencare un altro milione di cose. Ma cosa accomuna, in ultima analisi, tutto questo? La trasparenza del mezzo. 

Quello che davvero ci regala il minimalismo in ambito tecnologico è la scomparsa dello strumento, in favore del contenuto. Non importa che ci sia di mezzo un tablet pc, lo schermo di un mac, un cellulare di ultima generazione o che altro: quando tutto funziona e non ci richiede fatica per essere utilizzato, sono i contenuti a farla da padroni, e ci dimentichiamo del mezzo tramite cui vi accediamo.
Uno strumento minimalista è, in primo luogo, uno strumento trasparente.
Non importa poi molto quale sia la sua marca, il suo prezzo, il suo hardware: ciò che conta davvero è che sia lo strumento giusto per chi lo utilizza, il più adatto a soddisfarne le esigenze ed il più intuitivo per la forma mentis del fruitore. Qualcuno preferisce l'approccio Apple, qualcuno l'interfaccia minimalista del WP7, qualcun altro vuole personalizzare all'estremo il proprio Android: sono fermamente convinta che non esista un "migliore" e "peggiore" assoluto tra queste differenti scelte, ma solo la loro capacità di rispondere alle attese e conformarsi ai percorsi mentali di chi deve utilizzarle. 

Quali sono le caratteristiche che permettono al mezzo di scomparire? 
  • Velocità L'attesa, senza dubbio, ci fa ricordare che qualcosa sta tra noi ed il contenuto: un mezzo trasparente è un mezzo veloce, senza eccezioni.
     
  • Intuitività
    Dover pensare a come accedere alle informazioni, inevitabilmente, rende l'interfaccia sensibile e vi focalizza l'attenzione: un buon mezzo è immediato e semplice da comprendere, e non necessita di spiegazioni. Splendido esempio, secondo me, il manuale dell'iPad, constituito da un singolo, semplicissimo, foglio.
      
  • Completezza
    Fruire del contenuto senza limitazioni dovute allo strumento è indispensabile per bypassare quest'ultimo. Uno strumento che non supporta flash, ad esempio, ci ricorderà sempre la sua presenza ad ogni animazione non caricata.
     
  • Automatismo
    Passare ore a configurare il proprio mezzo di accesso ai dati ci distoglie da ciò che conta davvero. Un mezzo trasparente sa riconoscere da solo le reti a cui connettersi e regolare l'accesso agli account on-line in base alle informazioni già in suo possesso. 

E' un'osservazione empirica, ma fino ad ora non ho mai conosciuto casi che la smentissero: più un sistema è trasparente, meno l'utente sarà propenso a cambiarlo.
Conosco persone che hanno aggiornato il loro sistema, ci hanno combattuto per qualche tempo per configurarlo e modellarlo secondo il proprio desiderio, e poi hanno optato per il downgrade alla versione precedente. 
"Ma non ha molte feature interessanti, presenti invece nel nuovo modello", qualcuno prima o poi fa notare. La risposta è sempre, invariabilmente, qualcosa che suona come: "E' vero, ma ha quello che serve a me, esattamente come piace a me". 
...e che altro conta più di questo?



Sempre su "L'Androide Minimalista":

5 commenti:

  1. Sottoscrivo in pieno, troppo spesso le persone dimenticano che i mezzi, come la tecnologia, non devono essere considerati come fini ma come strumenti, e in quanto tali la loro peculiarità principale deve risiedere nella trasparenza.

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  2. che bella e sana lettura!
    l'argomento mi preme molto ...... avresti qualche libro da consigliarmi sul tema?

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  3. Io non ne ho letti, ma su wikipedia ci sono alcuni link interessanti.

    Prova questo: Marco Infussi, Chi: interfacce creative

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